lunedì 28 gennaio 2008

Sabato pomeriggio

Era ora che qualcuno ci pensasse. Già perchè la fascia del sabato pomeriggio è sempre stata la terra di nessuno. Meno male che qualcuno se ne è accorto anche se visti i risultati, era meglio che non se ne accorgesse. Sto parlando delle due novità, (novità... lasciamo perdere va) messe in palinsesto da Raiuno e Raidue. La prima si chiama Effetto sabato, e va in onda in diretta dalle 14,30 alle 17. Alla conduzione c'è, niente poco di meno che Elisa Isoardi (nella foto). Esattamente lei: Elisa Isoardi. State pensando chi è Elisa Isoardi? Ma dai, non la conoscete? Beh allora non siete telespettatori aggiornati, o meglio non siete tra i pochissimi, forse solo i suoi familiari, che nel 2000 hanno seguito la sua incoronazione a Miss cinema, e più di recente le sue performance a Italia che vai. Comunque... Gli ascolti disastrosi, non cattivi, disastrosi, di Effetto sabato dimostrano che il pubblico non ha gradito. Giustamente. Lo studio sembra quello di una tv locale, ricavato da un avanzo di scenografia: brutte luci, brutti colori, brutto tutto... Ma noi si sa teniamo ai contenuti, cosa ci importa della forma siamo in televisione dove si sente solo, mica alla radio dove si vede tutto..... Bene... i contenuti.... eccoli: Peppino di Capri, Mimmo Locasciulli (notoriamente pop icone dei giovani oggi) e Anna Tatangelo. E poi una spruzzatina di revival con qualche rievocazione di grandi eventi del passato. Il tutto presentato dalla nostra brava conduttrice che racconta tutto come se leggesse una favoletta. Il dramma che lo fa anche male. Se mettessimo un'addetta alle pulizie, un'impiegata delle poste e un'esperta di ricostruzione delle unghie il risultato più o meno sarebbe lo stesso. Per cui un solo consiglio: alla Isoardi, cuneese classe 1982, consigliamo una cosa semplice semplice: rimanere in camerino. Invece di andare in onda. Per fortuna di là (su Raidue) c'è Scalo 76, con una media di share che oscilla dal 7 al 6 % (mai titolo è stato così profetico). Al timone dello show Daniele Bossari, Paola Maugeri e Maddalena Corvaglia. Su Bossari solo quattro parole: "non ce la fai", è inutile. Sulla saputella Maugeri una sola puntualizzazione: la performance meglio riuscita è stata la sua tintura blu di capelli qualche anno fa. E due sono a posto. Passiamo alla terza: Maddalena Corvaglia. Che dire per rendere l'idea? Ah, sì, che Elisabetta Canalis paragonata a lei è Oprah Winfrey... Come dire peggio della Corvaglia c'è solo il cartonato della Corvaglia: muto, silenzioso e immobile. Ma che forse si reggerebbe di più... Buona Camicia a tutti

giovedì 24 gennaio 2008

La Fico che piace

Non so se il ragionamento che segue sarà chiaro. Ci provo. Leggo sul sondaggio del Tgcom dedicato a chi sarà il vincitore della nuova originale edizione del Grande Fratello (quando lo trasformeranno in una città perché non lo trasferiscono nei Caraibi e ci fanno un'edizione unica con l'Isola e così finisce anche la storia dei due cult reality?) che ai primi posti ci sono per la sezione uomini Roberto Mercandalli (45% delle preferenze) e per le donne Raffaella Fico (30%) a detta di Alfonso Signorini, che lui notoriamente di donne se ne intende: "bellissima, complimenti agli autori per le selezioni", come se al Grande Fratello non ci fossero mai state bellezze simili. Mah.. Dicevo, Mercandalli e Fico: l'italietta dei buoni sentimenti, dell'acqua santa e della giarrettiera che indossano solo le mignotte (sorelle e madri escluse), si dimostra tale anche in questa occasione scegliendo la gnocca e la macchietta. Come in un film con Totò e la Pampanini o in un titolo d'avanspettacolo. Come da sempre. All' italiano medio piace il Mercandalli che è da prendere a cartellate sui denti e così forse gli si raddrizzano e la Fico che ha tutto il suo cv presente, passato e futuro scritto nel cognome. Di altro mi sa è difficile ricavare. Ma è giovane e crescerà. Deduco che altro non gli può crescere visto che mi sembra già ben messa. E con questo chiudo il capitolo Gf, per ora.
Nel pomeriggio mi imbatto nel programma condotto da Caterina Balivo, Festa Italiana su RaiUno. Il momento è clou: tra le grinfie della gatta intervistatrice c'è nonno Nino D'Angelo. A fare da scenografia una cosa talmente improponibile che spero per il futuro di questa nazione sia stata una boutade momentanea degli autori e non una scena fissa. Mi riferisco al camino finto tipo quello che trovi nelle casi inglesi, con tanto di ceppo acceso (da fare impallidire quelli di Carducci) e frondante vaso di fiori messo a modi rampicanti sul muro posticcio che divide i due (intervistato e intervistante) dal pubblico. Il tutto su una nuance di colori che va dal rosa pallido al pallido rosa. Una botta di vita, per capirci. Il tutto per dire cosa? Che se diamo un'occhiata alla televisione di qualche decennio fa le scelte che si facevano, e parlo di quattro pezzi di legno di una scenografia e un casting per un reality, erano più azzardate. Persino le scene di Medicine a confronto firmate (come il programma, le musiche, i vestiti delle del pubblico, il pubblico stesso, il catering e credo anche il trucco e parrucco) da Daniela Rosati qualche lustro fa su Retequattro sembrano disegnate da Frank O. Ghery. Buona camicia a tutti

giovedì 10 gennaio 2008

Qui, Pianura tv

Mai come in questi giorni la cronaca si sposa così bene con la televisione. Mai come in questi giorni quello che sta succedendo in una parte d’Italia viene così bene evidenziato dal piccolo schermo. Mai come in questi giorni giornalisti e intellettuali del tubo catodico si trovano a loro agio negli studi cartonati e finti, un po’ come la loro retorica, della tv. Insomma, non capita spesso di trovare in un medium di comunicazione così tanta coerenza come in questi tempi: pattume sei, di pattume devi parlare. E così è. Per il bene degli spettatori che quando per esempio vedono Porta a Porta possono bellamente confondere il sacco di immondizia sbattuto in primo piano che fa da scenografia allo studio (o era l’intero cast di Domenica in …rosa compresso?), con chiunque parlante si trovi lì o su un altro canale. Come dire: se a Disneyworld vedi topolino non ti meravigli se ci incontri anche Roger Rabbit, idem se in tv ti imbatti che ne so in Buona Domenica e poi, appunto, in un servizio di Rai3 sulla discarica di Pianura. C’è continuità. Ecco quello che voglio dire. Cronaca, spettacolo, cultura e intrattenimento finalmente si sono uniti in una combinazione che vede in Bruno Vespa (per capirci) una perfetta sintesi, anzi fotosintesi (dove la foto è quella del sacco di immondizia con vicino il gobbuto conduttore) da far invidia a quella clorofilliana. Il rischio e che da qui in avanti, da quando cioè il mondezzaio reale è entrato in quello fittizio della tv, non si riesca più a distinguere quello autentico da quello posticcio. Mi spiego, come distinguere un Ciao Darwin qualsiasi, per esempio, da un servizio sulla discarica di, che ne so, Cinisello Balsamo? E’ un momento epocale questo della televisione italiana smascherata nella sua identità di pattumiera e obbligata a riqualificarsi in una nuova veste se vuole distinguersi dalla realtà. Ma c’è sempre un’altra soluzione meno faticosa: che la tv rimanga sulla vecchia strada (ovviamente lastricata di sacchetti dello sporco abbandonati) continui nel suo processo di riciclo (di persone, format e idee, vedi il nuovo conduttore del Festival di Sanremo Pippo Baudo, ma anche l’intero prossimo palinsesto tv) e diventi almeno un modello per tutte le discariche d’Italia. Buona camicia a tutti.

giovedì 3 gennaio 2008

Gli walkman della tv

Non ci vuole molto a capirlo, ma io l'ho capito solo ora. Durante le feste, qualsiasi tipo di festa si tratti, la programmazione televisiva è talmente brutta che ti fa rimpiangere Porta a porta, i Raccomandati o lo speciale Cogne, Garlasco, Perugia meglio dei Ris c'è solo il Drive in. Accendi la televisione e ti chiedi perché non sei a sgranare rosari a casa di qualche parroco con le beghine di paese. Per dire. Tutto è più emozionante del tubo catodico di questo periodo. Anche la Bianchetti a Domenica in. Beh, forse a tanto non arriva... Comunque sia... quello che voglio dire che la tv di queste settimane natalizie è talmente insignificante che quando ricominciano le programmazioni vere (ossia quelle legate al periodo di garanzia, cioè quello che interessa ai pubblicitari) sembrerà tutto una botta di vita. Persino il Grande Fratello 8. Che c'è da giurare quest'anno sarà morigerato e puro come l'ultima edizione dell'Isola dei famosi. E' un trucchetto di periferia ma anche cartina di tornasole che dice in quale direzione stia andando la televisione. Perché se così non fosse, la logica vorrebbe che nei momenti in cui si è più liberi (quindi si è svincolati dagli ascolti) si sperimenti di più. Ergo proposte più interessanti. Ergo nuove. Esattamente il contrario di quello che sta succedendo ora. A meno che La Ruota della fortuna e Passaparola siano format di nuova generazione. Un po' come l'walkman del resto... Buona camicia a tutti. (nella foto Enrico Papi conduttore de La ruota della Fortuna)