Sanremo è finito ieri. Finito. La vincitrice è Loredana Bertè. Così deve essere prescindendo dalla sua squalifica. Del resto che competizione può esserci, per esempio, tra la 57enne "non sono una signora" del rock e la 21enne Anna Tatangelo? Avete idea: è come mettere in sfida un quadro del Caravaggio con una crosta di Fontana. Per capirci: da una parte drammatici chiaroscuri che ti stritolano l'anima (se vuoi fartela stritolare, ovviamente), dall'altra dei tagli (per di più finti) che ti vorresti fare sui polsi quando si palesa la signora della balera che dimostra 10 anni di più quando la vedi e 45 di più quando la sentri parlare. Il festival di Sanremo è finito. E lei, la dark lady inguainata in tulli neri, ha rappresentato suo malgrado la salute della televisione italiana di questi anni: ingorda di scoop e bulimica di amnesie. Come dire: prima strapazziamo la notizia fino alla fine e poi, quando non c'è più carne da masticare, la dimentichiamo come se nulla fosse. Intanto qualcosa in più in termini di interesse (cioè ascolto, cioè pubblicità, cioè soldi) arriva. Questo è successo alla Bertè: ieri il festival dopo la sua esibizione (ha aperto la serata in duetto con Spagna e ha fatto il picco d'ascolti) l'ha eliminata (cosa per altro paradossalmente vera, visto che è fuori gara). Finita. Stop. La carcassa Bertè non interessava più a nessuno. E non se ne è più parlato, neppure al Dopofestival dove non è stata nominata neanche per sbaglio. Bandita. Si volta pagina. La Bertè? E chi la conosce. Del resto a questo siamo abituati. Anche i Tg fanno la stessa cosa: aggrediscono la notizia e poi la dimenticano. A meno che intorno non si creino fenomeni mediatici che appunto portino ascolti, pubblicità, soldi. Quelle di notizie si cacciano dentro un polmone d'accaio e si mantengono vive fino allo sfinimento. Non sia mai.E se il caso Bertè è la televisione italiana in nuce, Federico Zampaglione è l'italietta concentrata. Breve sintesi dell'accaduto: al Dopofestival Elio chiede a Frankie Hi-Nrg un commento sulla canzone dei Tirmancino. Lui in sintesi dice che non le è piaciuta per niente. L'uomo della Gerini non è in studio, ma dopo mezz'ora si presenta e dice: "Mi hanno detto che qualcuno parla male di me etc etc etc. Non è che lo fa perché è un rosicone e non vende dischi ecc ecc ecc. E poi perchè quando mi incontra mi fa un sacco di complimeti ecc ecc ecc ". Insomma, il pupo attaccato si difende piccato, innervosito, ferito. Da vero italiano che piùttosto di incassare un colpo, tacere, o rispondere con un signorile "Dici? rifletterò..." si infila in un ginepraio di banalità che solo un poveretto può ancora considerare valide argomentazioni. E il dramma è che noi italiani siamo un po' tutti Zampaglioni. Senza sapere che la parte che più ci rappresenta è quella finale del cognome... Buona camicia a tutti.
(nella foto, Frankie Hi-Nrg al Dopo festival)


