lunedì 31 marzo 2008

La musica del Simo (e di Ama)

Francesco Facchinetti è vero come le poppe rifatte di Simona Ventura che esibisce sempre più in alto, Amadeus indifferente agli ascolti come 66 caseifici casertani (o giù di lì) lo sono stati alla diossina. Ed entrambi sono spontanei come i Simpson privi dei doppiatori che gli danno le voci. X factor e Canta e vinci! non hanno nulla in comune se non i due sintetici padroni di casa.
L’ex dj Francesco fa (o vorrebbe fare) la Ventura: dice le stesse cose che direbbe lei, finge nello stesso modo in cui fingerebbe lei, non guarda la telecamere nello stesso modo in cui non la guarderebbe lei, grida e usa gli stessi slogan che griderebbe ed userebbe lei. Speriamo che anche lui non cominci a dire che vuole diventare direttore di rete, e si metta a fare lo stilista, a scrivere libri, a presentare serate in giro per l’Italia. Sull’argomento programmi zavorre sta già dando.
Amadeus, invece, fa il conduttore del quiz pre serale anche se il programma va in onda in prima serata. Ma forse è ancora lì in tilt a pensare perché ha lasciato al Barack Obama della tv italiana (alias Carlo Conti, per il colore della pelle, non per altro) la sua Eredità, ossia uno share intorno al 32% che l’ex dj (altra cosa in comune con Facchinetti) non ha mai più rivisto. Certo a forza di pensare qui, di pensare lì, e di pensarci su sembra un automa perso tra telecamere e ritornelli interrotti che neppure di fronte alle battute di Checco Zalone riesce a reagire con una parvenza di naturalezza.
Amadeus e Facchinetti sono antichi perché assomigliano a qualcosa di già visto troppe volte in televisione. Sono qualcosa d’altro a cui assomigliano. Uno, appunto assomiglia a una conduttrice che ininterrottamente e in tv da circa otto anni a fare di tutto e l’altro a una serie di cloni che da 10 anni o più intrattengono gli italiani con una serie di programmi cloni in cui la frase più originale è: "allora, accendiamo?". Mi chiedo: la novità quindi dov’è? Forse nel fatto che si insiste a portare la musica in tv?Bah, nel dubbio aspettiamo che arrivi gente giovane come Baudo e Bongiorno a sbrogliare la matassa. Buona Camicia a tutti.

martedì 25 marzo 2008

Lorena la cowgirl e il rave per la terza età

Prima di vietare i rave party proporrei di vietare a Lorena Bianchetti l’accesso agli studi di Domenica in. Il risultato secondo me è lo stesso: da una parte vivi in un paradiso artificiale frutto della ketamina che ti cali, dall’altro in un torpore infernale comatoso che ti annienta i neuroni frutto del nulla che ti passa davanti.
E vero lei non fa morti, ma, a questo punto peccato, visto che da noi ci si occupa delle cose, qualsiasi cose esse siano, solo se c’è un corpo afflosciato di mezzo. Altrimenti è tutto o.k, è tutto bello, siamo in paradiso. E visto che la Domenica in delle Bianchetti non è o.k, non è bella e soprattutto non ti fa sembrare di essere in paradiso, potrebbe essere tranquillamente tolta dal palinsesto che nessuno se ne lamenterebbe. Domenica scorsa c’era Silvan. Ma neppure la sua modernissima magia (ma Ken lo sa che il mago gli ha rubato il toupet?) è riuscita a fare sparire la conduttrice. Certo è anche vero che lei con il cappello da cow girl, gli occhi bistrati non di nero ma di brillantini e tutto l’insieme la facevano meno datata dell’ultima prova d’illusionismo proposta dal mago. E già che ci siamo avvisatelo che la donna messa in una cassa e ribaltata, divisa, moltiplicata o che sia ormai non fa più colpo da almeno tre o quattro generazioni. Quindi, se l’ospite e Silvan anche la Bianchetti può sembrare una conduttrice moderna. Come d’altro canto se gli ospite sono gli avanzi del Grande Fratello (di tutte le edizioni) anche Paola Perego può sembrare piene di appeal. Per fortuna non c’era Simona Ventura troppo presa (speriamo) a rileggere la sua autobiografia che uscirà ad aprile e a chiedersi: “Perché non mi lascio stare e faccio solo una cosa? visto che è da tempo che non faccio più bene neppure quella?”. No, insiste a fare di tutto e di più, persino la stilista. Tutto questo per dire che? Che se la domenica pomeriggio la tv è questa, per salvare i telespettatori canuti (perché solo quelli ci sono davanti al piccolo schermo) bisognerebbe cominciare ad organizzare qualche rave party anche per la terza età a ritmo di mazurka, liscio e valzer lento. E per dare una botta di vita acqua con le bollicine per tutti. Anche loro hanno diritto allo sballo. O meglio: non è giusto che la loro estasi siano la Bianchetti e la Perego. Meritano di più. Buona camicia a tutti.

martedì 18 marzo 2008

Il Grande mammone

Piangono. Singhiozzano. Tremano. Si agitano. I ragazzi e le ragazze del Grande Fratello hanno un cuore immenso. Vederli è meraviglioso, sentirli è edificante. Sono giovani, belli e brillanti. Talmente moderni che Anna Tatangelo, la 20enne per tre (che fa 60) del pop italiano sembra una ragazzina. Sono una botta di vita: Silvia, Gian Filippo o Fabio, non è importante, tutti ugualmente si sciolgono come neve al sole per la stessa ragione. Basta che sentano la parola papà (o mamma a seconda del caso) e via che dai loro occhi zampillano cascate di lacrime. E tra un singhiozzo e un altro riescono a buttare lì anche frasi come: “è lui (o lei a seconda dei casi) la persona più importante della mia vita”, o “senza di loro non ce l’avrei mai fatta”, o ancora “loro sono tutto per me”. Una manna per l’Italia seduta davanti alla tv fatta di nonni e bambini che ritrovano anche nel Grande fratello quello che da secoli gli stanno a forza inculcando: la famiglia, prima di tutto. A prescindere poi da che famiglia sia. Ce ne fosse uno che dica: “mi manca tanto il mio il mio professore di filosofia” o “il mio amico delle elementari”. Per variare andrebbe anche bene : “il mio personal trainer”, o "il mio agente". No, a tutti mancano solo mamma e papà.
E ancora una volta il Grande Fratello diventa lo specchio dell’italietta mammona e papona (con una o con due p non cambia nulla è uguale) che non va oltre il suo micro mondo che inizia e finisce dentro le mura di casa. E il bello è che concorrenti sono tutti giovani, sono reclusi a termine, lo hanno scelto loro e pigliano anche dei soldi. Figuriamoci se non fosse così... A quella età dovrebbero avere mille altre voglie, mille altre nostalgie: che ne so anche quella di rivedere la figlia (o il figlio) del vicino con cui hanno copulato bellamente più di una volta in camera della loro mamma e del loro papà. Mamma? Papà? Ah, ecco. Forse è questo che hanno così tanta nostalgia di loro... Che ingenuo che sono... Buona camicia a tutti

martedì 11 marzo 2008

Diritto all'oblio

Pasqualino, Giuseppe, Marco ma anche Gennaro, una sola domanda: "perché?". Cosa vi hanno fatto? Cosa hanno di così sbagliato per essere punite in quella maniera? Cosa è successo tra voi e quelle strisce di pelo per innescare una guerra così intensa e caparbia che se va avanti , alla fine non lascerà in campo nessun sopravvissuto? Quale freudiana ragione vi porta a permettere che una pinzetta assatanata vi estirpi con una tale acredine quello che in fondo se è lì a qualcosa servirà? Il vostro incarognimento non ha spiegazioni, se non nel masochistico godimento fino a se stesso di vederle, quanto occhieggiate monitor e specchi , deturpate e umiliate. Godete dell’anoressia che le avete imposto, punendole ogni qualvolta diano segni di ribellione. Perchè voi, non l’avete ancora capito, ma il bulbo non molla il colpo anche se esausto. E loro, povere criste indifese, timidamente rispuntano ogni volta nella speranza che qualcosa sia cambiato. E invece no. Voi non le perdonate e continuate a strapparle. E loro sfinite vi chiedono il diritto all’oblio. Dimenticatele, ignoratele, concentratevi su altra peluria, strappatevi i peli delle ascelle con la ceretta, spinzettatevi i peli delle gambe, torturatevi i peli pubici ma per un po’ fatele respirare. Lasciatele crescere. Fottetevene di loro. Le vostre sopracciglia hanno bisogno di un attimo di tregua. Come Rambo3 prima di diventare Rambo4. Gloria Swanson vi perdonerà... Buona camicia a tutti.

lunedì 3 marzo 2008

Ponce, Anna, Ventura e Pasolini

La cosa più bella di Sanremo? I fischi ad Anna Tatangelo, quando dice, durante la premiazione (è arrivata al secondo posto): “Non l’ho mai detto in tv, lo vorrei fare ora: Gigi ti amo”. E giù una quantità di fischi da far tremare il teatro Ariston. Certo, ho paura ed entrare nel merito: non so (e non voglio sapere) se i fischi siano arrivati dagli astanti codini che vogliono punire la “rovina famiglie” Anna (per lei D’Alessio ha mollato moglie, figli e nipote) oppure dai giacobini in giacca e cravatta che non ne possono più di queste bamboline da balera che insistono a voler fare le star. Dicevo, non lo so e non lo voglio sapere. Sta di fatto che la maschera di cerone dagli occhi neri è stata azzittita da sibili poco inclini a reggere le sue mielosità. Almeno se non accompagnate dalla musica. Quelle qualcuno gliele perdona...
Certo, gli stessi astanti hanno perso l’occasione di fare altrettanto con Lola Ponce quando, presa da un orgasmo da premiazione, si è messa ringraziare chiunque: gli italiani che hanno glamour, la madre, la nonna, la zia, l’Italia, le Nazioni Unite, Bush che ha ammazzato Saddam, chiunque insomma, le venisse in mente in quel suo lungo coito, purtroppo non interrotto da nessuno. Ovviamente era grondante di lacrime oltre che di extension. Ecco, in quel caso lì i fischi purtroppo sono mancati. Probabilmente erano tutti impegnati a chiedersi: “Lola chi?”, “Di Tonno chi?”, “Colpo di fulmine chi?”. Va beh...
Domenica pomeriggio. Simona Ventura è alla prese con i Baustelle. Ad un certo punto chiede al leader del gruppo di Montepulciano: “Ecco voi descrivete la società come fosse allo sbando, un concetto un po’ pasoliniano se non sbaglio?”. Il tutto aguzzando la vista per leggere meglio la domanda dal gobbo e incartandosi un po’ su alcune parole a caso. Forse terrorizzata dal fatto che Francesco Bianconi rispondesse a sua volta: “Ma dai, e cosa dice Pasolini a proposito della società allo sbando?”. E sono sicuro che lei avrebbe detto: “Naturalmente, ecco, probabilmente, ecco, naturalmente, credo, no? Secondo me ecco, naturalmente, direi, no, sicuramente...guardatevi le spalle”.
Ignara del fatto che quel “guardatevi le spalle” in questo caso avrebbe potuto anche andare bene. Buona camicia a tutti.

(Nella foto, Simona Ventura e i Baustelle)