venerdì 19 dicembre 2008

Caro Babbo Natale, perché...

Caro Babbo Natale, perchè ? Perchè quando Paola Perego attaccava con Questa Domenica non hai mai fatto saltare di colpo tutti i ponti tv, fino almeno alla sigla di coda? Perché quando Bruno Vespa, Enrico Mentana, Gad Lerner e Michele Santoro si si sono spostati dai loro temi politici per occuparsi di intrattenimento spiccio e si sono sentiti in dovere di fare per forza gli spiritosi, tu non sei intervenuto con l'unico spirito utile in questi casi, cioè quello che gli avrebbe dato fuoco? Perchè non hai fatto cadere sull'atollo in Honduras un boa di struzzo per distrarre Valdimir Luxuria dalle sue predicozze? Perché a Gerry Scotti non gli hai mai chiesto: "Ma tu puoi andare avanti a condurre sempre le stesse cose?" e non lo hai obbligato ad accendere la risposta "no" facendolo scomparire dal piccolo schermo in un istante? Perché non hai fatto capire a Simona Ventura che in tv oltre ai suoi amici della discoteca Hollywood, quelli che incontra sui voli Miami-Milano e Milano-Miami, quelli che la chiamano "Simo" e i casi borderline con l'umano, ci possono stare bene anche altre persone? Perché non hai fatto perdere Massimo Giletti nelle extension della sua opinionista di fiducia Alba Parietti in modo tale da farlo rimanere lì a cercare la via di fuga per sempre? Perché al ministro Gelmini non le hai chiesto di occuparsi dei fondi da destinarsi alle fiction italiane dedicate ai medici, agli ospedali e ai pronto soccorso? Perché, caro Babbo Natale, ad Amici non è ancora stata sbattuta fuori Martina la mentona (o lamentona, varrebbe lo stesso)? E perché, soprattutto, anche quest'anno durante le vacanze natalizie in tv permetti che si programmino solo grandi e colossali stronzate? Perchè, caro Babbo Natale? Auguri e Buona camicia a tutti

giovedì 11 dicembre 2008

Le calze di Rubicondi

La cosa più rassicurante che si è vista (e detta) a Porta a Porta speciale Simona Ventura (il titolo non è questo ma di fatto così è stato) sono le calze di Rubicondi. Il resto chiacchiere da cortile che potevano anche non essere udite. Il format ormai è trito e ritrito un po' come i plastici che Vespa mostra orgoglioso alle telecamere: c'è il personaggio famoso, si fanno vedere gli esordi, qualche provino, si intervista qualche collega, baci, abbracci e parole buttate al vento. Se poi con il personaggio ci sono anche i genitori beh, allora è la fine. Ma andiamo con ordine. Con la Ventura c'erano: Francesco Facchinetti, sempre più spaventato da lei e non si è ancora capito il perchè, Vladimir Luxuria, con la faccia sempre più piallata (a tenerle testa solo la mamma della Ventura), Belen Rodriguez, sempre più taccata, Rubicondi Rossano, sempre più truzzo, Luca Giurato, sempre più inutile. I temi toccati sono stati tanti: Ventura Simona, Simona Ventura, la Ventura, la Simona, la Simo e via discorrendo. Ogni tanto Vespa ci cacciava dentro un po' di Isola , un po' di Rossano e un po' di Belen (che hanno ballato il solito tango insieme), un po' di Luxuria, un po' di Facchinetti. Il dramma che nessuno ha detto nulla di interessante, una novità, una dichiarazione, un commento non ancora sentito. Nulla. Tutto era già stato visto sentito e metabolizzato. Tranne, appunto, le calze di Rubicondi che ad un certo punto sono comparse da sotto i pantaloni lasciando il polpaccio scoperto. E in quel momento l'attenzione si è tutta spostata sul suo polpaccetto, tremolate e timorosa (l'attenzione) di scoprire il peggio: che il playboy Rubicondi indossi i calzini corti. Una scoperta che avrebbe distrutto emozioni e sogni erotici un po' ovunque, qui da noi in Italia. Poi, per fortuna la verità: non calzini, ma calze scivolate giù. Un sospiro di sollievo. Evviva. Buona camicia a tutti.

sabato 6 dicembre 2008

Via lo "show" da Stracult

Quando ai programmi viene aggiunta la parola show c'è da avere paura. Generalmente è sinonimo di truffa. Anzi di fuffa. Succede spesso negli ultimi anni. Lo ridico: la cosa non è quasi mai buona. E infatti non lo è neppure per Stracult show (sottotitolo: in difesa del cinama italiano che spacca) il programma di Marco Giusti (e tanti altri) in onda il giovedì in terza serata su Raidue. Forse anche per la presenza del più antipatico pagliaccio della tv, ossia Massimo Ceccherini, assolutamente inutile se non per le sue occhiaie che suggeriscono (si parla di B movie) notti onanistiche tra le braccia di Edwige, Anna Maria e Gloria, lo show non fa ridere nulla. E' un tritabanalità inspiegabilmente condotto da un improbabile Fabio Caressa (una via di mezzo tra Christian De Sica e Flavio Insinna con in testa lo stesso parrucchino, ma ahimè in questo caso sono cappelli naturali, che indossa Javier Bardem quando fa Aton Chigurh nel film Non è un paese per vecchi) e da una spaesata Elena Di Cioccio, ex Iene show. Show, per l'appunto. Lui che butta fuori battute e commenti che neppure al Bar dello sport (in questo contesto starebbero benissimo) smuoverebbero sorrisi e lei che ciangotta frasi e risolini da far venir voglia di aspettare la domenica per lasciarsi inebriare da Lorena Bianchetti. Più che Stracult show, dovrebbe essere Stracut show dove per "cut" si intende le parti tagliate (e quindi non mandate in video) di quando compaiono i due conduttori. Eppure, quando è nato anni fa, semplice semplice e pulito pulito, Stracult era un programma bbomba. Poi, ha perso colpi uno dopo l'altro. Fino a diventare show. Che è come scriverne il necrologio (del guizzo). Buona camici a tutti.