lunedì 12 gennaio 2009

Gerry, il "me" mida del sabato sera

Gerry Scotti vestito come Silvio Berlusconi che conduce la Corrida è davvero l'ultima delle immagini televisive che pensavo di vedere come inizio di stagione. E invece è toccata anche questa. Sabato alla prima puntata (e peccato non unica) dello show sui dilettanti allo sbaraglio il "me" mida della tv del Biscione ha pensato di ringiovanire la sua immagine (ma non il pubblico presente in studio come sempre over 60) mettendosi una camicia blu sotto una giacca nera. E ha pensato che bastasse questa mossa per rinfrescare il vetusto show che fa più ridere nessuno, neppure il maestro Pregadio offeso per essere stato sostituito da un altro. Un sabato tv italiano davvero spettacolare: da una parte un gonfio conduttore di scuro vestito (unico caso al mondo il cui il nero non smagrisce), dall'altra la 50enne adolescente Milly Carlucci alle prese con i suoi petulanti ballerini (e non solo) tutti pronti a giustificare le loro patetiche performance. Il peggiore di tutti è stato il direttore di Dipiù Sandro Mayer (che l'unica cosa che ha "di più" è l'antipatia) lì a difendere (ma perchè?) il principe Emanuele Filiberto di Savoia che balla esattamente come pensa. Figuratevi voi. Un sabato sera comunque come tanti del resto, visto che in tv non succede nulla di nuovo (soprattutto in quel giorno) da almeno tre generazioni. Beh, in effetti qualcosa di nuovo c'è stato: il Costanzo Show 22.323 anno. Godibile. Ma se il sabato sera non offre nulla, nessun problema: puntiamo sul lunedì e godiamoci il cieco, l'artista di strada, il cripto qualcosa e la conduttrice che "non ha voglia di crescere" (lo dice lei) di quell'altra grande novità che si chiama Grande Fratello. Buona camicia a tutti

venerdì 19 dicembre 2008

Caro Babbo Natale, perché...

Caro Babbo Natale, perchè ? Perchè quando Paola Perego attaccava con Questa Domenica non hai mai fatto saltare di colpo tutti i ponti tv, fino almeno alla sigla di coda? Perché quando Bruno Vespa, Enrico Mentana, Gad Lerner e Michele Santoro si si sono spostati dai loro temi politici per occuparsi di intrattenimento spiccio e si sono sentiti in dovere di fare per forza gli spiritosi, tu non sei intervenuto con l'unico spirito utile in questi casi, cioè quello che gli avrebbe dato fuoco? Perchè non hai fatto cadere sull'atollo in Honduras un boa di struzzo per distrarre Valdimir Luxuria dalle sue predicozze? Perché a Gerry Scotti non gli hai mai chiesto: "Ma tu puoi andare avanti a condurre sempre le stesse cose?" e non lo hai obbligato ad accendere la risposta "no" facendolo scomparire dal piccolo schermo in un istante? Perché non hai fatto capire a Simona Ventura che in tv oltre ai suoi amici della discoteca Hollywood, quelli che incontra sui voli Miami-Milano e Milano-Miami, quelli che la chiamano "Simo" e i casi borderline con l'umano, ci possono stare bene anche altre persone? Perché non hai fatto perdere Massimo Giletti nelle extension della sua opinionista di fiducia Alba Parietti in modo tale da farlo rimanere lì a cercare la via di fuga per sempre? Perché al ministro Gelmini non le hai chiesto di occuparsi dei fondi da destinarsi alle fiction italiane dedicate ai medici, agli ospedali e ai pronto soccorso? Perché, caro Babbo Natale, ad Amici non è ancora stata sbattuta fuori Martina la mentona (o lamentona, varrebbe lo stesso)? E perché, soprattutto, anche quest'anno durante le vacanze natalizie in tv permetti che si programmino solo grandi e colossali stronzate? Perchè, caro Babbo Natale? Auguri e Buona camicia a tutti

giovedì 11 dicembre 2008

Le calze di Rubicondi

La cosa più rassicurante che si è vista (e detta) a Porta a Porta speciale Simona Ventura (il titolo non è questo ma di fatto così è stato) sono le calze di Rubicondi. Il resto chiacchiere da cortile che potevano anche non essere udite. Il format ormai è trito e ritrito un po' come i plastici che Vespa mostra orgoglioso alle telecamere: c'è il personaggio famoso, si fanno vedere gli esordi, qualche provino, si intervista qualche collega, baci, abbracci e parole buttate al vento. Se poi con il personaggio ci sono anche i genitori beh, allora è la fine. Ma andiamo con ordine. Con la Ventura c'erano: Francesco Facchinetti, sempre più spaventato da lei e non si è ancora capito il perchè, Vladimir Luxuria, con la faccia sempre più piallata (a tenerle testa solo la mamma della Ventura), Belen Rodriguez, sempre più taccata, Rubicondi Rossano, sempre più truzzo, Luca Giurato, sempre più inutile. I temi toccati sono stati tanti: Ventura Simona, Simona Ventura, la Ventura, la Simona, la Simo e via discorrendo. Ogni tanto Vespa ci cacciava dentro un po' di Isola , un po' di Rossano e un po' di Belen (che hanno ballato il solito tango insieme), un po' di Luxuria, un po' di Facchinetti. Il dramma che nessuno ha detto nulla di interessante, una novità, una dichiarazione, un commento non ancora sentito. Nulla. Tutto era già stato visto sentito e metabolizzato. Tranne, appunto, le calze di Rubicondi che ad un certo punto sono comparse da sotto i pantaloni lasciando il polpaccio scoperto. E in quel momento l'attenzione si è tutta spostata sul suo polpaccetto, tremolate e timorosa (l'attenzione) di scoprire il peggio: che il playboy Rubicondi indossi i calzini corti. Una scoperta che avrebbe distrutto emozioni e sogni erotici un po' ovunque, qui da noi in Italia. Poi, per fortuna la verità: non calzini, ma calze scivolate giù. Un sospiro di sollievo. Evviva. Buona camicia a tutti.

sabato 6 dicembre 2008

Via lo "show" da Stracult

Quando ai programmi viene aggiunta la parola show c'è da avere paura. Generalmente è sinonimo di truffa. Anzi di fuffa. Succede spesso negli ultimi anni. Lo ridico: la cosa non è quasi mai buona. E infatti non lo è neppure per Stracult show (sottotitolo: in difesa del cinama italiano che spacca) il programma di Marco Giusti (e tanti altri) in onda il giovedì in terza serata su Raidue. Forse anche per la presenza del più antipatico pagliaccio della tv, ossia Massimo Ceccherini, assolutamente inutile se non per le sue occhiaie che suggeriscono (si parla di B movie) notti onanistiche tra le braccia di Edwige, Anna Maria e Gloria, lo show non fa ridere nulla. E' un tritabanalità inspiegabilmente condotto da un improbabile Fabio Caressa (una via di mezzo tra Christian De Sica e Flavio Insinna con in testa lo stesso parrucchino, ma ahimè in questo caso sono cappelli naturali, che indossa Javier Bardem quando fa Aton Chigurh nel film Non è un paese per vecchi) e da una spaesata Elena Di Cioccio, ex Iene show. Show, per l'appunto. Lui che butta fuori battute e commenti che neppure al Bar dello sport (in questo contesto starebbero benissimo) smuoverebbero sorrisi e lei che ciangotta frasi e risolini da far venir voglia di aspettare la domenica per lasciarsi inebriare da Lorena Bianchetti. Più che Stracult show, dovrebbe essere Stracut show dove per "cut" si intende le parti tagliate (e quindi non mandate in video) di quando compaiono i due conduttori. Eppure, quando è nato anni fa, semplice semplice e pulito pulito, Stracult era un programma bbomba. Poi, ha perso colpi uno dopo l'altro. Fino a diventare show. Che è come scriverne il necrologio (del guizzo). Buona camici a tutti.

martedì 25 novembre 2008

Vladimir e l'Italia beghina

Un transgender e una sospetta fedifraga. L'edizione dell'Isola dei famosi con tali finaliste e tale vincitrice (Valdimir Luxuria) non sembra neppure essere italiana, piuttosto danese, olandese o se proprio spagnola. Ma non di certo italiana. Luxuria l'ex onorevole di Rifondazione comunista munita contemporaneamente di tette e pisello ha vinto al televoto popolare (e anche al sondaggio del Tgcom, quindi impossibile pensare che il risultato del reality sia taroccato) sconfiggendo l'argentina di 24 anni sospetta di aver tradito il suo bello rimasto a calciare palloni in Italia, per il guitto sbarcato sull'Isola a sostituire uno dei tanti invalidi del reality. Cose che se venissero scritte sui giornali stranieri non ci crederebbe nessuno: il Belpaese delle beghine e dei bacchettoni che portano in finale due ammutinati della morale collettiva quindi, va da se, cattolicheggiante. Tanto che mi viene un dubbio: o gli italiani sono schizofrenici e soggetti a repentini cambio di personalità (un po' come si sospetta siano Olindo e Rosa, quelli della strage di Erba), oppure non vengono tutti rappresentati degnamente dai loro mezzi di comunicazione. Giornali e televisione in primis. Vladimir Luxuria la comunista tras che ha dichiarato di aver anche battuto per guadagnarsi la pagnotta ha vinto l'Isola. Che ridere. Lo stesso paese che (stando a quello che ci raccontano) non vuole sentire parlare di coppie di fatto, matrimoni tra gente dello stesso sesso, eutanasia, fecondazione assistita e fra un po' magari anche di aborto. Eppure, quando poi si tratta di scegliere tra quattro personaggiucoli che per gioco devono sopravvivere su un atollo non si guarda agli innocenti e innocui del gruppo come l’ex velina bella e vuota, lo sportivo palestrato ma dal carattere leggero leggero, il modellino dagli occhi chiari e dalla mente scura e neppure la macchietta che si commuove davanti alle banane. No, si preferisce scegliere tra le due più controverse, polemiche e in maniera etremamente differente, in fondo “diverse” del gruppo: una perché ha viaggiato nella sua vita sempre in contromano, l'altra perché davanti al suo frivolo comportamento ha schiacciato l'acceleratore tirando dritto e mostrando gli stessi attributi che possiede la rivale (all'uopo nascosti da un pareo). Mi sa che Vladimir e Belen (che italiana non è) sono più in grado di rappresentare l'Italia di quelli che invece l'Italia non solo sono convintiti di rappresentarla, ma addirittura di esserlo. Mi sa.... Buona camicia a tutti

venerdì 21 novembre 2008

Paola, l'africana un po' blasé

Arriva tiratissima, super azzimata, con un look in stile Carrie Bradshaw, quella di Sex and the city. Arriva truccata, taccata, platinata e smaltata come un ovetto di Fabergé. Arriva muovendosi come fosse su un red carpet ignorando che sotto i suoi piedi quando le va bene c'è del fango. Arriva con orecchini, collane o bracciali da far morire d'invidia Platinette. Arriva e si mette a presentare concorrenti piangenti, affaticati e stremati come se niente fosse. Paola Barale è l'unica cosa decente che arriva dalla Talpa. Bisogna dirlo. Sì, nel reality che inizia all'ora dell'happy hour e finisce a quella del rave, l'unica che merita è l'inviata in Sud Africa. E' tornata in tivù dopo anni e non è cambiata per nulla. Il suo stile un po' naif, un po' blasé e un po' "sono qui ma non chiedetemi perché", è rimasto intatto. E diventa sublime se paragonato a quello della conduttrice del reality capace solo di trascinare qualsiasi cosa le capiti tra le mani negli abissi della banalità e della piattezza. Se la Barale è evanescente, butta lì, fa intuire, confonde, la Perego è troppo presente, puntualizza, ravana, scandaglia qualsiasi cosa le faccia intuire un'impennata di ascolti. Va da sé... qualsiasi cosa abbia attinenza con l'avanzo. E lo fa con un'insistenza e un'enfasi che alla fine la rende pedante. La guardi e ti viene voglia di urlare: "Su, Paoletta su, molla il colpetto, l'abbiamo sentito anche noi, non siamo poi così coglioni". Ma lei no. Il colpo lo molla solo quando è diventato carcassa, quando è stato spolpato, quando è diventato un mucchietto di ossa. E insiste, insiste e insiste. L'altra invece no. La Barale assaggia e lascia sul piatto, spilucca e se ne va, sbocconcella e poi si sistema lo chignon. Un po' come se avesse altro a cui pensare. Ecco il dramma, mannaggia. La Perego non ha mai altro a cui pensare... Mai... Buona camicia a tutti.

mercoledì 12 novembre 2008

Senza sigla non si Cucca

No. No. E ancora no. Almeno la sigla la poteva fare. Ma lei non l'ha fatta e si è fregata. Sarebbe stata l'unica cosa decente del programma. La Cucca, quando le propongono un programma, deve solo fare una domanda: "C'è la sigla?" Se la risposta è "sì", deve accettare e rischiare se è "no" deve rifiutare senza esitare un attimo. Perchè se per lei esiste una possibilità di uscire dal limbo in cui l'hanno inspiegabilmente cacciata, quella è sgambettare per i primi tre minuti. Al resto ci si pensa poi. E' nata una...stella gemella (si parla di cantanti sosia) ha un errore di fondo (anzi due, il primo è che al posto della "e" di stella ci dovrebbe esser una "a"): è uno show impresentabile. Se ci fosse una qualche dignità professionale nei nostri conduttori il programma avrebbe dovuto andare in onda senza nessuno di loro. A meno che il contratto che ha firmato (o meglio siglato) la Cuccarini non sia stato scritto con l'inchiostro simpatico. Solo così si può giustificare la sua scelta. Neanche la pia Bianchetti di Domenica in sarebbe arrivata a tanto. Anche lei avrebbe capito che da format come E' nata una... stella gemella bisogna stare lontani. Ma le Cucca no, la Cucca non solo ha detto "Ok, lo faccio" ma non si è nemmeno interessata di sapere se ci fosse o meno la sigla. Anzi, ho un'idea: perché lei non si limita a fare solo quella. Del tipo: "Signore e signori ecco un programma condotto da, che ne so, Paola Perego con la sigla di Lorella Cuccarini". Non sarebbe male come idea. Lei arriva, fa due moine, due sgambettamenti e poi saluta. Anzi ancora meglio se fosse: "Signore e signori ecco un programma con la sigla di Lorella Cuccarini condotto da Paola Perego. Ma solo per tre minuti" Poi ci si affida all'autogestione, come nelle università occupate. Buona camicia a tutti.